Non si dia la colpa alla
Bocconi. E’ vero che l’uni-
versità privata milanese è il tempio del-
la triste scienza, è vero che ha lanciato un
presidente del Consiglio perfettamente
in tono con la presente decrescita infeli-
ce, ma è anche vero che ha prodotto Pie-
rangelo Dacrema, economista e autore di
“Fumo, bevo e mangio molta carne!” (Ex-
celsior 1881). “Mi alzo quasi sempre mol-
to tardi, tanto tardi che quasi mi vergogno
a dire esattamente quando”. Sembra di
leggere Bukowski. “Al bar Bocconi co-
minciano a prepararmi un Negroni fin da
quando si accorgono che sto parcheggian-
do la macchina”. O forse ricorda He-
mingway? “In vista del mio unico pasto
quotidiano – una cena che prevede una
bottiglia di vino leggero ma non troppo –
e poi di una serata che contempla diver-
se ore di lavoro ammorbidite da rhum,
whisky o calvados”.
Questa invece potrei averla scritto io,
passato dalla stessa esperienza: “Deside-
ro smentire pubblicamente il principio
per cui neppure un carnivoro entusiasta
resisterebbe alla vista di come funziona
un impianto di macellazione. Affermo
senza tema di smentite che ho resistito al-
l’impatto, che sono tuttora un divoratore
di carne”. Le responsabilità sono sempre
personali, la Bocconi non c’entra, anche
un suo professore può dare esempio di
amore per la vita.
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Uri




Arrivare a tarda eta’ o trapassare ancor giovani non è una scelta.
ma giungere a tarda età sfruttando appieno i contributi pensionistrici farà forse male al bilancio dello Stato, ma bene a chi ci arriva.
L’importante, pero’, ê arrivarci “in forma” e l’esagerazione nel consumo dell’alcool, del fumo , dei grassi e degli zuccheri fa bene solo ai farmacisti e provoca di certo malattie invalidanti.
Tolleranza, dunque, professor Dacrema, ma con giudizio !